17 Marzo 2026
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Nel marzo 2024 l’Unione Europea ha approvato la Direttiva (UE) 2024/825 – Empowering Consumers for the Green Transition (ECGT), un provvedimento destinato a segnare un punto di svolta nella comunicazione ambientale, nella tutela dei consumatori e nella lotta al greenwashing.
Si tratta di un passaggio normativo rilevante per tutti i settori economici, compreso il settore audiovisivo. Gli Stati membri dovranno recepire la Direttiva entro il 27 marzo 2026, ma il messaggio è già chiaro:
non basta dichiararsi sostenibili, occorre dimostrarlo con evidenze verificabili e sistemi credibili di certificazione.
L’obiettivo della Direttiva ECGT è contrastare in modo strutturale le pratiche di greenwashing, introducendo regole più stringenti per tutte le dichiarazioni ambientali rivolte ai consumatori.
In particolare, la Direttiva vieta:
claim ambientali generici e non dimostrabili, come “eco”, “green” o “sostenibile” se non supportati da evidenze oggettive;
marchi o label di sostenibilità non basati su sistemi di certificazione riconosciuti e verificati da terze parti indipendenti;
comunicazioni fuorvianti su durabilità, riparabilità o performance ambientali di prodotti e servizi;
la presentazione come “sostenibile” di un prodotto o servizio che sia semplicemente “neutro” grazie alla sola compensazione delle emissioni.
In altre parole, la Direttiva europea afferma un principio fondamentale:
la sostenibilità deve essere misurabile, trasparente e verificabile.
Anche il settore audiovisivo è sempre più chiamato a rendicontare i propri impatti ambientali, sociali ed economici, sia in relazione alle politiche ESG, sia rispetto all’accesso a fondi pubblici europei, bandi e strumenti di finanziamento legati alla transizione sostenibile.
In questo scenario, affidarsi a sistemi di valutazione non verificabili o a semplici autodichiarazioni non rappresenta più una scelta sostenibile né sul piano reputazionale né su quello giuridico.
Per produzioni, broadcaster, piattaforme, festival e operatori della filiera, la conformità a standard credibili diventa quindi un elemento sempre più strategico.
Per il comparto audiovisivo, la Direttiva ECGT non rappresenta un cambiamento improvviso, ma piuttosto una conferma di un approccio che EcoMuvi applica da anni.
EcoMuvi nasce infatti nel 2013 con l’obiettivo di superare la logica delle autodichiarazioni ambientali e delle linee guida non verificabili, introducendo un sistema tecnico fondato su criteri oggettivi e su un impianto di verifica indipendente.
Il modello EcoMuvi si basa su:
audit di terza parte indipendenti e accreditati, con valore giuridico in ambito europeo;
indicatori oggettivi e misurabili;
tracciabilità documentale delle azioni e dei risultati;
certificazione rilasciata da organismo accreditato secondo la norma ISO/IEC 17020.
Questo significa che ciò che oggi la Direttiva ECGT introduce come obbligo normativo, EcoMuvi lo applica già da anni come principio fondante.
Con il nuovo Standard EcoMuvi 2025, EcoMuvi rafforza ulteriormente il proprio impianto metodologico, integrando criteri aggiornati e sempre più coerenti con l’evoluzione normativa europea in materia di:
ESG
trasparenza delle dichiarazioni ambientali
accountability
tutela dei consumatori
valutazione documentata delle performance di sostenibilità
L’aggiornamento dello standard consolida la natura tecnica e operativa di EcoMuvi, rendendolo uno strumento ancora più efficace per accompagnare il settore audiovisivo in un contesto in cui la sostenibilità non può più essere affidata a slogan, ma deve tradursi in performance misurabile.
La Direttiva ECGT segna l’inizio di una nuova fase:
dalla narrazione ambientale alla responsabilità documentata.
È un cambio di paradigma che EcoMuvi interpreta da sempre in modo chiaro:
la sostenibilità non è una dichiarazione, non è un’etichetta, non è una compensazione.
La sostenibilità è:
progettazione;
misurazione;
tracciabilità;
verifica indipendente;
miglioramento continuo.
Per questo, nel settore audiovisivo, adottare un sistema certificato e verificato da terza parte non è soltanto una scelta etica: è una garanzia tecnica, giuridica e reputazionale.
Oltre allo standard di certificazione, EcoMuvi mette a disposizione delle produzioni un ecosistema di supporto a 360°, pensato per accompagnare concretamente la transizione sostenibile del settore.
Tra i servizi e gli strumenti che possono affiancare le produzioni rientrano:
supporto metodologico e operativo;
accompagnamento nei percorsi di sostenibilità;
interlocuzione con partner strategici;
collegamenti con soggetti del mondo finanziario e bancario;
supporto nella costruzione di percorsi coerenti con bandi e fondi europei.
In questo modo, la sostenibilità diventa non solo un obbligo o un criterio di conformità, ma anche una leva di competitività, innovazione e accesso a opportunità di sviluppo.
Con la Direttiva UE 2024/825, l’Europa alza l’asticella contro il greenwashing e introduce un principio destinato a ridefinire il mercato:
le dichiarazioni ambientali devono essere supportate da prove, dati e verifiche indipendenti.
Per il settore audiovisivo, EcoMuvi è già pronto.
Grazie a un sistema accreditato, tecnico e operativo, EcoMuvi consente di trasformare la sostenibilità in:
evidenza verificabile
performance misurabile
valore competitivo
credibilità reputazionale
Perché oggi più che mai, nell’audiovisivo come in ogni altro settore, non conta chi dice di essere sostenibile. Conta chi può dimostrarlo.