26 Luglio 2026
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Dal 13 al 18 maggio 2026 EcoMuvi è tornata al Marché du Film di Cannes all’interno dell’impACT Lab, il programma dedicato a una nuova generazione di produttori e produttrici internazionali. Ludovica Chiarini, CEO di EcoMuvi, è stata tra gli otto esperti coinvolti nell’edizione di quest’anno. Per EcoMuvi è stato il quinto anno consecutivo di presenza e formazione al mercato.
Il momento centrale è stato un workshop di due ore rivolto ai produttori selezionati, arrivati a Cannes con il sostegno di fondi e organismi cinematografici internazionali. La sessione ha affrontato la sostenibilità nelle sue dimensioni ambientale, sociale, economica e culturale, mettendo in relazione principi generali, difficoltà operative e strumenti applicabili a produzioni provenienti da contesti molto diversi.
Il lavoro si è concentrato su un punto decisivo: la sostenibilità è più efficace quando entra nel progetto durante lo sviluppo. In questa fase è ancora possibile intervenire su piano di produzione, logistica, forniture, mobilità, materiali, condizioni di lavoro, rapporto con i territori e raccolta dei dati. Il metodo non propone una ricetta identica per tutti, ma un processo rigoroso per definire priorità, responsabilità ed evidenze in base alla scala e alle caratteristiche dell’opera.
Il lavoro a Cannes restituisce anche un’attività più ampia. EcoMuvi ha animato un tavolo del Producers Network, ha registrato una puntata dell’International Screen Sustainability Podcast promosso da Greenlit e ha seguito confronti su finanza cinematografica, cura dei produttori, qualità dei dati e trasparenza dei processi produttivi. Da questi spazi è emersa una domanda sempre più netta: servono strumenti misurabili che colleghino sostenibilità, competitività, accesso alle risorse e qualità del lavoro.
La presenza al Marché ha inoltre permesso di consolidare il dialogo con fondi, istituzioni, professionisti della sostenibilità e soggetti finanziari. Il caso Hubert Bals Fund ha offerto un esempio concreto di integrazione dei criteri nella selezione dei progetti; il confronto su ASPA ha rafforzato la necessità di riconoscere e rappresentare le professioni che rendono possibile la transizione.
Cannes si conferma così non soltanto una vetrina, ma un laboratorio internazionale: un luogo in cui condividere l’esperienza maturata sui set, ascoltare i cambiamenti del mercato e costruire alleanze tra formazione, finanza e responsabilità produttiva.
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